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© Fabrizio Sansoni | Padron Bu, “AcquaProfonda” | Prima assoluta, Teatro Nazionale Teatro dell’Opera di Roma | Dicembre 2021

Giornata mondiale della voce: intervista doppia ai cantanti lirici Arturo Espinosa Bravo e Javiera Tapia

Dal Cile, Espinosa e Tapia incantano con il loro talento gli spettatori di tutta Italia, Europa e non solo…

Oggi è il 16 aprile, la Giornata mondiale della voce, in spagnolo el Día Mundial de la voz. Di cosa si tratta?

El Día Mundial de la voz, è stato decretato dalla Federazione delle Società di Otorrinolaringoiatria con l’obiettivo di sensibilizzare le coscienze sull’importanza che ha la voce e su quali sono le attenzioni che bisogna avere per evitare problemi relazionati con le corde vocali.

Quando abbiamo scoperto dell’esistenza di questa giornata, immediatamente ci siamo chieste “Cosa può entrarci la voce con l’America Latina? E con l’hispanidad in Italia?”. Senza rendercene conto, avevamo la risposta a portata di mano e così è nata l’intenzione di creare quest’articolo che immaginiamo come la chiusura ideale di un cerchio su un tema che ci ha appassionato davvero molto nelle ultime settimane: l’opera.

Il mondo dell’opera è infatti entrato a gamba tesa nel blog RomaSantiago facendoci scoprire una schiera di giovani talenti latinoamericani residenti in Italia che con la loro voce incantano interi teatri europei.

Dopo aver divulgato il progetto della cantante lirica Javiera Tapia (trovate qui la traduzione dell’articolo a lei dedicato de El Mercurio), con gioia, vi presentiamo Arturo Espinosa Bravo basso-baritono di origine cilena e romano d’adozione che calca palchi di tutto il mondo –Cina, Cile e Spagna fra gli altri- fino ad approdare al prestigioso Teatro dell’Opera di Roma e contestualmente ne approfittiamo per conoscere meglio la Tapia.

Arturo Espinosa Bravo, 2022

Del resto, cos’è la voce per i cantanti lirici se non uno strumento di vitale importanza? Chi meglio di loro può spiegarcene il ruolo e la cura che hanno di questo prezioso dono?

Pronti dunque a conoscere con noi questi due cantanti lirici cileni? Per farlo, abbiamo pensato a un’intervista doppia.

Come è nato il tuo amore per la lirica e come hai scoperto la passione per il canto?

Arturo: La musica in realtà è sempre stata presente in casa mia, con la radio etc, ma l’esempio più grande mi è stato dato da mio nonno che era un percussionista dell’orchestra dell’Universidad de Concepción e un amante dell’opera. Senza volerlo mi ha portato a volerne sapere di più di musica e anche se è morto quando io ero molto piccolo, mi ha sempre incuriosito.  

Javiera: I miei genitori avevano in casa una collezione di cd di opera, balletto e musica classica. Adoravo l’aria della regina della notte de Il Flauto Magico di Mozart “Der hölle Rache”. Da quando avevo sei anni mi mettevo da sola i cd e li ascoltavo sempre.

Dove ti sei formato/a?

Arturo: Ho studiato Pedagogia per educazione musicale all’Universidad de Concepción, lì mi sono formato musicalmente. Agli inizi, mi sono formato in Cile come cantante lirico con Rodrigo Navarrete, basso-baritono. 

Javiera: Ho mosso i primi passi nel canto nel Liceo de Música de Copiapó formando parte del coro, successivamente ho proseguito i miei studi di perfezionamento all’Escuela Moderna de música y danza con Marisol Gonzalez.

 Come sei arrivato/a in Italia?

Arturo: Sono stato prima a Valencia dove ho frequentato il Centre de Perfeccionament de Placido Domingo al Palau de Les Arts e quando ho finito ho tentato la sorte al Teatro dell’Opera di Roma dove ora lavoro. 

Javiera: Cantavo in Germania e sono venuta a trovare uno dei miei migliori amici, cantai per la sua maestra e da lì il resto è storia.

Qual’é la tua “voce” lirica preferita?

Arturo: Credo che questa domanda abbia varie risposte: dei cantanti old school, mi piacciono su tutti Cesare Siepi e Sesto Bruscantini, due grandi esponenti della lirica italiana che hanno lasciato un’enorme eredità fino al giorno d’oggi. Dei cantanti della nostra epoca menzionerei Bryn Terfel e Michele Pertusi, vocalità molto diverse di due grandi artisti che per me sono l’esempio vivente di quello che vorrei diventare.  Vi consiglio di ascoltarli tutti. 

Javiera: Maria Callas per tanti motivi: tecnica, interpretazione ma anche per il suo riscatto del repertorio del bel canto, molte opere vennero rappresentate di nuovo grazie a lei. Altre soprano che mi piacciono sono Mirella Freni, Edda Moser e Renata Tebaldi.

Oggi è la giornata internazionale della voce, un dono prezioso per un cantante lirico: puoi raccontarci la giornata tipo di un lirico? Quante volte a settimana canti? Ci sono dei momenti prestabiliti? C’è un vademecum per la cura della voce?

Arturo: Un cantante lirico in realtà è da considerarsi come un vero e proprio lavoratore e come tale esistono delle dinamiche ben definite nel suo quotidiano. Una delle premesse più importanti è quella di conoscere sé stessi e qui non esiste una regola per tutti, ma le differenti routine o gli esercizi della voce dipendono da ognuno di noi. Una cosa che è comune a tutti è la buona salute vocale: mangiare bene e dormire bene sono fondamentali così come evitare gli eccessi e l’alcool è sempre meglio. Una giornata tipica, cambia sempre in base alle prove o al carico di studio ma, si potrebbe riassumere in alcuni step principali: fare un po’ di sport e stirarsi è fondamentale per risvegliare il corpo e anche la voce. Si procede quindi con esercizi di respirazione e vocalizzi per scaldarsi prima di studiare, e poi successivamente studiare quello che dobbiamo interpretare a breve. Nel mio caso, canto tutti i giorni ma con differente intensità: se so che ho le prove durante il giorno, mi conservo per quelle prove e studio senza cantare altre cose. Gli esercizi mentali poi sono molto utili per non stancarsi vocalmente e organizzare lo studio. Va detto infine che non bisognerebbe mai cantare più di tre ore al giorno a voce piena, bisogna saper ripartire lo studio in vari momenti: musicale, testo, tecnico, interpretativo, etc.

Javiera: Credo che un cantante professionista sia paragonabile a un atleta di livello agonistico. Rispondendo alla tua domanda, tutto dipende da se si hanno concerti o lunghe prove. Di solito canto tutti i giorni, quando ho le audizioni mattina e sera e prima di cantare salto con la corda per attivare il corpo. Anche per me riposare e mangiare bene sono fondamentali, ho eliminato molti cibi acidi dal mio menù per evitare problemi di riflusso. Pratico inoltre il digiuno intermittente. Dato che il nostro corpo è uno strumento, dobbiamo averne cura il più possibile. Da due anni seguo una routine che mi ha consigliato l’otorino con una maschera che usano i cantanti: eseguo tre esercizi per preparare le corde vocali e dopo aver cantato ne realizzo ancora altri tre per rilassarle. A questo, aggiungo gli esercizi di respirazione per attivare il diaframma. Hanno una durata di un minuto circa ognuno.

Differenze e analogie fra il panorama lirico italiano, cileno e latinoamericano in generale. 

Arturo: C’è una grande differenza, l’Italia è la culla dell’opera, stando qui ti imbatti nell’opera persino nelle pubblicità in TV o dal macellaio che conosce o ha qualche aneddoto sull’opera. In America Latina e in Cile c’è meno conoscenza e c’è anche molta disinformazione: a volte si pensa che essere cantante d’opera corrisponde a quello che si vede in programmi come “Yo Soy” o “X Factor” spesso pieni di ignoranza a riguardo per causa di fenomeni come “Il Volo”, “Il Divo” o gruppi del genere, che fanno una fusione tra musica lirica e canto pop, cosa che non ha NULLA A CHE VEDERE con l’opera come spettacolo. C’è bisogno di molta educazione in merito, bisogna portare l’opera alle persone, toglierle quello stigma da élite, che fa tanti danni e che allontana tanto le persone da quest’arte così bella e attuale.

Javiera: Direi che la principale differenza è che qui si rappresentano principalmente opere italiane e in Cile quasi non si rappresentano le opere nazionali. Non ci prendiamo cura del nostro patrimonio e spesso non c’è rispetto per i nostri predecessori. Con il mio progetto, sto infatti provando a rispettare al massimo l’eredità del compositore Ortíz de Zarate perché penso che se si trattasse di Gabriela Mistral nessuno si azzarderebbe ad alterare un suo poema.

Arturo, consigliaci qualche opera e/o cantante lirico latinoamericano

Arturo: Uff, ce ne sono moltissimi. Di opere non ne conosco molte, ma sì, ci sono molti cantanti cileni e latinoamericani da tenere d’occhio: Christian Senn, Ricardo Seguel, Javier Arrey, Yaritza Véliz, Ramiro Maturana, Annya Pinto, Diego Godoy, Brayan Ávila 

Javiera, stai portando avanti un progetto sul compositore cileno Eliodoro Ortiz de Zárate. Ci sembra molto interessante considerando che non conosciamo in Europa compositori cileni, si tratta quindi di un progetto unico nel genere. Raccontaci qualcosa in più. Come procede? 

Javiera: Con il progetto De la partitura a la voz siamo a buon punto, Lautaro è un mix perfetto fra Cile e Italia. Si tratta di un’opera in tre atti. Io interpreterò Guacolda che mette in moto la vicenda principale e dà vita a un triangolo amoroso con Lautaro e Catiray, l’antagonista. Sarà lei a concludere l’opera con la frase “Están vengados amor y patria“. Per me è una sfida meravigliosa, non avevo mai interpretato una donna così determinata, coraggiosa e forte. Si tratta di un progetto che cresce giorno dopo giorno e attualmente stiamo reclutando sponsor e collaboratori.

Dove possiamo ascoltarti prossimamente?

Arturo: Fortunatamente torno al Municipal di Santiago dopo una lunga pausa dovuta alla pandemia, ho avuto la fortuna di essere invitato da due produzioni, “La Bohème” di Puccini e “La Traviata” di Verdi, ma ho anche degli impegni che non posso ancora rivelare per quest’anno qui in Italia, ve ne parlerò al momento giusto!

Javiera: Potrete vedermi esibire a settembre al Teatro Rossini di Pesaro, nelle Marche. Data ancora da stabilire.

Che dire, grazie mille a questi due meravigliosi interpreti. Non vediamo l’ora di potervi ascoltare dal vivo. Grazie per averci fatto conoscere meglio il vostro mondo e averci parlato di voi e del ruolo che la voce ha nel vostro quotidiano. Noi di RomaSantiago, non possiamo che essere fieri di voi che siete la prova vivente di che meravigliosa sinergia possa nascere fra Europa e America Latina. A voi vanno i nostri migliori auguri.

¡ Feliz Día Mundial de la voz a los dos y a todos los músicos !

Vi lasciamo con questa stupenda esibizione di Arturo Espinosa. Buon ascolto!

Link utili:

Arturo Espinosa Bravo Instagram: @arturoespinosabr

Javiera Tapia Instagram: @jaavytapia

Marcela Schiaffini

Cilena di nascita e italiana d'adozione. Poliglotta che da quasi quindici anni lavora nel e per il mondo dell'export. Crea il blog RomaSantiago per parlare di ciò che più la incuriosisce del mondo ispanico e per sentire meno la nostalgia del suo amato Cile.

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